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VILLA FARSETTI
S. MARIA DI SALA
La villa Farsetti di S. Maria di Sala si discosta nel suo
aspetto e nella tradizione veneta. Infatti sorse per volontà
dell’abate Filippo Farsetti, patrizio veneto dilettante
d’architettura in collaborazione con senese Paolo Posi,
attivo Roma e specializzato nella realizzazione di macchine
per fuochi artificiali.
Appassionati studiosi dell’antichità classica e sensibili
all’architettura francese del tempo, l’abate Farsetti e
l’architetto Posi realizzarono verso il 1760 una
grandiosa architettura di gusto rococò a tre piani. con
cornici stretta e paraste di ore balaustrata terminale su
modiglioni marmorei.
La villa si sviluppa simmetricamente in senso longitudinale
con due ali ai lati del salone centrale ovato, alto due piani,
percepibile all’esterno per la forma convessa che assume la
facciata nel settore mediano Due edifici minori a superficie
concava sono raccordati al corpo centrale da monumentali
portici retti da 42 colonne di marmo greco provenienti dal
tempio della dea Concordia di Roma. Fu papa Clemente
XJII Rezzonico a cedere al nipote Farsetti le 42 colonne
classiche che successivamente Napoleone tentò di acquistare
tramite Canova. Dai portici si accede ai due scaloni interni
sorretti da pilastri che si svolgono ai lati dell’edificio
principale.
Nella parte posteriore la barchessa e la foresteria, rimasta
al rustico, fanno da contorno alla semplice, austera, quasi
monotona facciata, che si discosta completamente da
quella principale per la mancanza di elementi decorativi e
delle convessità e concavità di cui è ricca la prima.
Il salone interno ha colonne paraste corinzie e un
ballatoio che gira tutto attorno. Il complesso, proprietà
comunale, è stato recuperato in questi anni, ma del sontuoso
e meraviglioso giardino non resta più nulla.
La villa è visitabile previa richiesta al Comune di Santa
Maria di Sala. Tel. 041/486 788/487550.
CULTURA, COSTUME, LUOGHI
Per la villa di Sala l’abate Farsetti spese un
milione di ducati, una cifra enorme per il tempo, ma
nonostante la grandiosità della villa sembri gareggiare con
quella dei Pisani a Strà, l’intento dell’abate Farsetti era
del tutto diverso. A Strà si voleva esaltare la famiglia
Pisani giunta al dogado, a S. Maria di Sala la villa Farsetti
è tutta incentrata sullo studio della botanica. Piante
sconosciute in Italia provenienti da lontani continenti erano
state trapiantate a Sala, e da qui su richiesta venivano
diffuse in altri luoghi.
Un edificio apposito era riservato allo studio
teorico-pratico; vi erano inoltre elaborate serre con
calidari, frigidari e tiepidari per le piante esotiche, vi
erano una cedraia e una serra riscaldata per gli ananas. Erano
tutte novità importate dall’abate Farsetti appassionato
studioso di botanica, oltre che di altre materie, che tra
l’altro ospitò nel parco della villa il primo esemplare di
magnolia grandiflora importato dall’America.
(da Guida
Demetra , Alle Ville Venete pag.36 e ss)
CASTELLO DI STIGLIANO
==>> (foto)
Santa Maria di Sala (Ve)
Nell’antico borgo di Stigliano, attestato sul Musone
Vecchio, sorse all’epoca della colonizzazione romana una
fortificazione a controllo dell’arca centuriata, il cui
tracciato è riconoscibile nell’attuale intreccio viario. In
seguito la fortificazione romana fu trasformata in castello
dal vescovo di Treviso.
Nel Trecento arrivarono i Da Carrara, signori di Padova,
e quindi, in epoca veneziana, i nobili Cesana, cui
subentrarono dopo la crisi di Cambrai i NNHH Priuli da
Cannaregio. Spetta quindi ai Priuli l’adattamento del vecchio
maniero in signorile abitazione, con interventi che
comportarono lo smantellamento delle torri e il mantenimento
del solo torrione d’angolo, pure restaurato a uso abitativo.
Nel Seicento ai Priuli subentrarono i Venier, che
attuarono ulteriori trasformazioni alla residenza
padronale, facendo affrescare gli interni e facendo
costruire l’oratorio gentilizio dedicato a S. Marco. Questo
edificio presenta una particolare pianta ottagonale con
campanile a vela e sorge nel luogo dove si trovava l’antico
brolo.
La struttura del castello, semplice ma imponente, è
dominata dalla massiccia sagoma del torrione d’angolo che ha
conservato, oltre alle tracce dei barbacani, le eleganti
aperture del piano nobile frutto degli interventi successivi.
Il corpo principale è caratterizzato invece
dalla teoria di finestre centinate in cotto che si
armonizzano con le pareti lasciate a vista.
Frutto di interventi recenti è la conclusione della
facciata principale, con arcatelle e merlature di tipo
ghibellino. Ulteriori rimaneggiamenti hanno adattato la
villa a esercizio alberghiero. Un elegante portale in pietra
d’Istria immette nel piccolo cortile sul quale prospetta il
porticato rinascimentale del pianterreno della villa.
L’interno è arricchito da affreschi cinquecenteschi
attribuiti in parte a Paolo Pino Veneziano
(da
Guida Demetra , Alle Ville Venete pag. 35 e ss)
POSTI
GEOGRAFICI, ITINERARI
DA SCORZÈ A SANTA
MARIA DI SALA
Scorzè, antico centro romano
all’incrocio di importanti vie di comunicazione dell’agro
centuriato di Altino, fu poi trasformato in castello. Al
periodo veneziano risale lo sfruttamento delle fonti minerali
di S. Benedetto che danno un’acqua bromolitinica.
In frazione di GARDIGIANO DI SCORZÈ, verso Martellago,
sono da ricordare la villa Sbroiavacca, semplice ma
imponente costruzione settecentesca pesantemente rimaneggiata,
la Cà Marin, di impianto cinquecentesco, e la coeva
villa Frattin. Si tratta di un severo edificio il cui
prospetto è movimentato dalle corsie in aggetto dei camini
che si elevano a torre sul tetto secondo il tipico gusto
veneziano. Annessi rustici, colombaia, cappella gentilizia e
giardino completano l’insieme.
Nella vicina frazione di PESEGGIA
si trova un consistente nucleo di residenze patrizie quali
palazzo Merli, villa Tasca, villa Spangaro, villa Bragadin,
tutte caratterizzate dal tipico timpano triangolare
conclusivo dell’attico centrale. Villa Bragadin conserva
annessi rustici e parco che le fanno da contorno.
L’interesse maggiore va però alla apparentemente dimessa villa
Bernardo, di cui è difficile intuire a prima vista la
ricchezza degli elementi interni. Infatti alla disadorna
facciata, conclusa da attico a due spioventi, si contrappone
la decorazione cinquecentesca del salone del piano nobile, a
paesaggi agresti affrescati e incorniciati da riquadri a
stucco.
Fatta una sosta a CAPPELLA Di SCORZÉ
per vedere la pur compromessa villa Morosini del Patriarca,
con elaborata sopraelevazione centrale con orologio, si
giunge a Scorzè, dove sono gia ricordare la semplice
villa Barbiero e il bel complesso
settecentesco della villa Dolfin, poi De Ferrari,
articolato a U con caratteristici finestrini ovati che
ritmano il piano dei solai. Interessanti si presentano anche
la casa canonica, settecentesca con timpano
triangolare ed elaborate cornici classicheggianti dipinte alle
finestre, e la villa Orsini, ora biblioteca comunale
recuperata dopo un lungo periodo di degrado.
Non lontano da Scorzè è la frazione di
CAPPELLETTA DI NOALE dove, oltre alla settecentesca
casa canonica con originale frontone curvilineo, è da
ricordare la villa Bolzanella, settecentesca con
timpano dal profilo triangolare. Di maggior interesse si
presenta la villa Agazzi Lazzari, ora del Comune
costruzione a tre piani con semicolonne a ordine
sovrapposto e portico d’ingresso con colonne doriche. Conclude
l’episodio centrale il consueto frontone triangolare;
notevoli anche le ali laterali con portici a tre fori bugnati.
Abbattuta in epoca relativamente recente la bella torre che si
trovava nel parco, pure assai compromesso.
Nell’antico paese di NOALE,
che fu insediamento romano, munito di rocca medievale, si
trova, oltre alle semplici ville Carreggiani, Prandstraller
e Lazzari, la particolare villa Rossi, ora delle
A.C.L.I., con affaccio su un ramo del fiume Marzenego. La
facciata principale della villa presenta linee della fine del
cinquecento con bella trifora legata da una lunga cornice,
balcone con balaustri lapidei alla sansovina fori ovali ai
lati della porta d’accesso. Originale la facciata sul canale,
con doppia loggia architravata sovrapposta, di cui quella del
piano nobile retta da colonnine tuscaniche binate. Completa
l’edificio una inusuale torre conclusa da dado ottagono.
In località Briana è da ricordare per il bel parco la
villa Gradenigo.
A SALZANO sono pure da
menzionare la settecentesca villa Combi, ora casa
canonica e la Cà Contarini in frazione VILLETTA,
severa architettura secentesca.
Altro nucleo di case padronali
consistenti si trova a SANTA MARIA DI SALA: dalla
villa ex Farsetti, municipio, alla più tarda villa
Farsetti, ora Vedovato, alle ville Diedo, Morosini,
Nogara in trazione S. ANGELO DI SALA, alle
ville Ferracini, Miani, Coi, Nani-Mocenigo a CASELLE, alla
interessante villa Chiatti Crovato, ora scuola materna,
in frazione di CALTANA, dal ricco prospetto che
presenta la sopraelevazione centrale a timpano con volute
laterali e pinnacoli, trifora superiore centinata con
mascheroni, e balaustrate in pietra d’lstria a tutte le
aperture del piano nobile.
(da Guida Demetra ,
Alle Ville Venete pag. 36 e ss)
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