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  Via Desman, 51 - 30036 Santa Maria di Sala (VE) - Tel: 320.6475566 - 347.2482502  
 
  Note Storiche

 

  Note storiche del territorio Salese, Villa Farsetti, Castello di Stigliano ed Itinerari





   Note storiche del territorio Salese
 
Villa Farsetti Castello di Stigliano Itinerari
 
     
 

VILLA FARSETTI

S. MARIA DI SALA

  La villa Farsetti di S. Maria di Sala si disco­sta nel suo aspetto e nella tradizione veneta. Infatti sors­e per volontà dell’abate Filippo Farsetti, patrizio veneto dilettante d’architettura in collaborazione con senese Paolo Posi, attivo Roma e specializzato nella realizzazione di macchine per fuochi artificiali.

Appassionati studiosi dell’antichità classica e sensibili all’architettura francese del tempo, l’abate Farsetti e l’architetto Posi realizza­rono verso il 1760 una grandiosa architettura di gusto rococò a tre piani. con cornici stretta e paraste di or­e balaustrata terminale su modiglioni marmorei.

La villa si sviluppa simmetricamente in senso longitudinale con due ali ai lati del salone centrale ovato, alto due piani, percepibile all’esterno per la forma convessa che assume la facciata nel settore mediano Due edifici minori a superficie concava sono rac­cordati al corpo centrale da monumentali portici retti da 42 colonne di marmo greco provenienti dal tem­pio della dea Concordia di Roma. Fu papa Clemente XJII Rezzonico a cedere al nipote Farsetti le 42 colon­ne classiche che successiva­mente Napoleone tentò di acquistare tramite Canova. Dai portici si accede ai due scaloni interni sorretti da pilastri che si svolgono ai lati dell’edificio principale.

Nella parte posteriore la barchessa e la foresteria, ri­masta al rustico, fanno da contorno alla semplice, au­stera, quasi monotona fac­ciata, che si discosta com­pletamente da quella prin­cipale per la mancanza di elementi decorativi e delle convessità e concavità di cui è ricca la prima.

            Il salone interno ha colonne paraste corinzie e un ballatoio che gira tutto attorno. Il complesso, proprietà co­munale, è stato recuperato in questi anni, ma del son­tuoso e meraviglioso giar­dino non resta più nulla.

 La villa è visitabile previa richiesta al Comune di Santa Maria di Sala. Tel. 041/486 788/487550.

 CULTURA, COSTUME, LUOGHI

                Per la villa di Sala l’abate Farsetti spese un milione di ducati, una cifra enorme per il tempo, ma nonostante la grandiosità della villa sembri gareggiare con quella dei Pisani a Strà, l’intento dell’abate Farsetti era del tutto diverso. A Strà si voleva esaltare la famiglia Pisani giunta al dogado, a S. Maria di Sala la villa Farsetti è tutta incentrata sullo studio della botanica. Piante sconosciute in Italia provenienti da lontani continenti erano state trapiantate a Sala, e da qui su richiesta venivano diffuse in altri luoghi.

Un edificio apposito era riservato allo studio teorico-pratico; vi erano inoltre elaborate serre con calidari, frigidari e tiepidari per le piante esotiche, vi erano una cedraia e una serra riscaldata per gli ananas. Erano tutte novità importate dall’abate Farsetti appas­sionato studioso di botanica, oltre che di altre materie, che tra l’altro ospitò nel parco della villa il primo esemplare di magnolia grandiflora importato dall’America.

 (da Guida  Demetra , Alle Ville Venete pag.36 e ss)

CASTELLO DI STIGLIANO  ==>> (foto)

Santa Maria di Sala (Ve)

     Nell’antico borgo di Stigliano, attestato sul Musone Vecchio, sorse all’epoca della colonizzazione romana una fortificazione a controllo dell’arca centuriata, il cui tracciato è riconoscibile nell’attuale in­treccio viario. In seguito la fortificazione romana fu trasformata in castello dal vescovo di Treviso.

    Nel Trecento arrivarono i Da Carrara, signori di Pa­dova, e quindi, in epoca ve­neziana, i nobili Cesana, cui subentrarono dopo la crisi di Cambrai i NNHH Priuli da Cannaregio. Spetta quindi ai Priuli l’adatta­mento del vecchio maniero in signorile abitazione, con interventi che comportaro­no lo smantellamento delle torri e il mantenimento del solo torrione d’angolo, pure restaurato a uso abitativo.

    Nel Seicento ai Priuli subentrarono i Venier, che at­tuarono ulteriori trasfor­mazioni alla residenza pa­dronale, facendo affrescare gli interni e facendo co­struire l’oratorio gentilizio dedicato a S. Marco. Que­sto edificio presenta una particolare pianta ottago­nale con campanile a vela e sorge nel luogo dove si tro­vava l’antico brolo.

     La struttura del castello, semplice ma imponente, è dominata dalla massiccia sagoma del torrione d’an­golo che ha conservato, ol­tre alle tracce dei barbaca­ni, le eleganti aperture del piano nobile frutto degli interventi successivi.

    Il      corpo principale è carat­terizzato invece dalla teoria di finestre centinate in cot­to che si armonizzano con le pareti lasciate a vista.

    Frutto di interventi recenti è la conclusione della fac­ciata principale, con arcatel­le e merlature di tipo ghi­bellino. Ulteriori rimaneg­giamenti hanno adattato la villa a esercizio alberghiero. Un elegante portale in pie­tra d’Istria immette nel pic­colo cortile sul quale prospetta il porticato rinasci­mentale del pianterreno della villa.

 L’interno è arricchito da affreschi cinquecenteschi attribuiti in parte a Paolo Pino Veneziano

 (da Guida  Demetra , Alle Ville Venete pag. 35 e ss)

 POSTI GEOGRAFICI, ITINERARI

DA SCORZÈ A SANTA MARIA DI SALA

                      Scorzè, antico centro romano all’incrocio di importanti vie di comunicazione dell’agro centuriato di Altino, fu poi trasformato in castello. Al periodo veneziano risale lo sfruttamento delle fonti minerali di S. Benedetto che danno un’acqua bromolitinica.

In frazione di GARDIGIANO DI SCORZÈ, verso Martellago, sono da ricordare la villa Sbroiavacca, semplice ma imponente costruzione settecentesca pesantemente rimaneggiata, la Cà Marin, di impianto cinque­centesco, e la coeva villa Frattin. Si tratta di un severo edificio il cui prospetto è movimentato dalle cor­sie in aggetto dei camini che si elevano a torre sul tetto secondo il tipico gusto veneziano. Annessi rusti­ci, colombaia, cappella gentilizia e giardino completano l’insieme.

                       Nella vicina frazione di PESEGGIA si trova un consistente nucleo di residenze patrizie quali palazzo Merli, villa Tasca, villa Spangaro, villa Bragadin, tutte caratterizzate dal tipico timpano triangolare con­clusivo dell’attico centrale. Villa Bragadin conserva annessi rustici e parco che le fanno da contorno.

L’interesse maggiore va però alla apparentemente dimessa villa Bernardo, di cui è difficile intuire a pri­ma vista la ricchezza degli elementi interni. Infatti alla disadorna facciata, conclusa da attico a due spio­venti, si contrappone la decorazione cinquecentesca del salone del piano nobile, a paesaggi agresti af­frescati e incorniciati da riquadri a stucco.

                       Fatta una sosta a CAPPELLA Di SCORZÉ per vedere la pur compromessa villa Morosini del Patriarca, con elaborata sopraelevazione centrale con orologio, si giunge a Scorzè, dove sono gia ricordare la semplice                       villa Barbiero e il bel complesso settecentesco della villa Dolfin, poi De Ferrari, articolato a U con ca­ratteristici finestrini ovati che ritmano il piano dei solai. Interessanti si presentano anche la casa canoni­ca, settecentesca con timpano triangolare ed elaborate cornici classicheggianti dipinte alle finestre, e la villa Orsini, ora biblioteca comunale recuperata dopo un lungo periodo di degrado.

                       Non lontano da Scorzè è la frazione di CAPPELLETTA DI NOALE dove, oltre alla settecentesca casa canonica con originale frontone curvilineo, è da ricordare la villa Bolzanella, settecentesca con timpano dal profilo triangolare. Di maggior interesse si presenta la villa Agazzi Lazzari, ora del Comune costruzione a tre  piani con semicolonne a ordine sovrapposto e portico d’ingresso con colonne doriche. Conclude l’episo­dio centrale il consueto frontone triangolare; notevoli anche le ali laterali con portici a tre fori bugnati. Abbattuta in epoca relativamente recente la bella torre che si trovava nel parco, pure assai compromesso.

                        Nell’antico paese di NOALE, che fu insediamento romano, munito di rocca medievale, si trova, oltre alle semplici ville Carreggiani, Prandstraller e Lazzari, la particolare villa Rossi, ora delle A.C.L.I., con affaccio su un ramo del fiume Marzenego. La facciata principale della villa presenta linee della fine del cinquecento con bella trifora legata da una lunga cornice, balcone con balaustri lapidei alla sansovina fo­ri ovali ai lati della porta d’accesso. Originale la facciata sul canale, con doppia loggia architravata sovrapposta, di cui quella del piano nobile retta da colonnine tuscaniche binate. Completa l’edificio una inusuale torre conclusa da dado ottagono.

In località Briana è da ricordare per il bel parco la villa Gradenigo.

                       A SALZANO sono pure da menzionare la settecentesca villa Combi, ora casa canonica e la Cà Contarini  in frazione VILLETTA, severa architettura secentesca.

                       Altro nucleo di case padronali consistenti si trova a SANTA MARIA DI SALA: dalla villa ex Farsetti, municipio, alla più tarda villa Farsetti, ora Vedovato, alle ville Diedo, Morosini, Nogara in trazione S. ANGELO DI SA­LA, alle ville Ferracini, Miani, Coi, Nani-Mocenigo a CASELLE, alla interessante villa Chiatti Crovato, ora scuola materna, in frazione di CALTANA, dal ricco prospetto che presenta la sopraelevazione centrale a timpano con volute laterali e pinnacoli, trifora superiore centinata con mascheroni, e balaustrate in pie­tra d’lstria a tutte le aperture del piano nobile.

 (da Guida  Demetra , Alle Ville Venete pag. 36 e ss)

 
 


 

 
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